Negli ultimi anni quasi ogni cliente ci chiede il “filtro luce blu”. È una domanda giusta: passiamo otto, dieci ore al giorno davanti a uno schermo e gli occhi la sera sono stanchi. Ma la risposta onesta è più sfumata di quanto dica la pubblicità.
Cosa sappiamo
Gli schermi emettono una quota di luce blu molto inferiore a quella del sole. Le revisioni scientifiche disponibili non hanno dimostrato che la luce degli schermi danneggi la retina, né che i filtri riducano in modo significativo l’affaticamento visivo. Quello che stanca davvero è altro: si sbatte meno le palpebre, si mette a fuoco sempre alla stessa distanza, spesso con una correzione non aggiornata.
Cosa aiuta davvero
- La regola 20-20-20: ogni 20 minuti guarda per 20 secondi qualcosa a 6 metri di distanza.
- Lo schermo alla distanza giusta: 50–70 cm, con il bordo superiore all’altezza degli occhi o poco sotto.
- Una correzione aggiornata: anche 0,50 diottrie di astigmatismo non corretto si sentono a fine giornata.
- Lenti office per chi ha più di 45 anni: sono progressive pensate per la scrivania, con un campo largo da 40 cm a 2 metri.
E allora il filtro?
Un trattamento che riflette parte della luce blu non fa male, e alcune persone lo trovano più confortevole, soprattutto con luce artificiale fredda. Per questo lo proponiamo come opzione, non come necessità: costa 20 € in più sulla coppia di lenti e te lo facciamo provare in negozio prima di decidere.
Quello che invece non va sottovalutato è l’antiriflesso, sempre incluso nelle nostre lenti: toglie i riflessi dello schermo e delle lampade sulla superficie della lente, e quella differenza la vedi subito.
Hai un dubbio sulla tua vista o sui tuoi occhiali? Passa in Via Cesare Correnti 21 o prenota un controllo gratuito: ci vogliono 30 minuti.

